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Ecohydrotech, un sistema innovativo per abbattere il Pm10 da combustione fossile

Con il progetto Zero PM10, la startup nata nel 2019, ha realizzato un sistema di abbattimento dell'88,4% del PM10 da combustione fossile per settori automotive, industriale ed edifici di civile abitazione

Ecohydrotec srl è una start up nata nel 2009, con il progetto Zero PM10, ha realizzato un sistema di abbattimento dell'88,4% del PM10 da combustione fossile per settori automotive, industriale ed edifici di civile abitazione. "L'impiego delle nostre tecnologie innovative legate alle energie rinnovabili green sono elemento cardine dell'Agenda europea 2030 - afferma Giovanni Leto Barone, co-founder assieme a Parrillo Olindo di Ecohydrotec srl - I suoi parametri di salvaguardia ambientale costituiscono gli obiettivi temporali obbligatori per gli Stati membri. Noi abbiamo ridotto ogni inquinante, e in particolare il PM10 e il CO (Monossido di Carbonio) del 90%. Dopo anni di ricerca e studio sulle caratteristiche non note dell'idrogeno, coperte da segreto industriale, siamo giunti a questo sensazionale risultato che cambierà positivamente l'impatto delle attività umane sull'ambiente e sulla salute collettiva". Abbiamo intervistato i titolari di questo progetto:

Come è nata l’idea della vostra Start Up?

Nel 2015, a seguito della 2° procedura di infrazione italiana di violazione valori PM10 dalla comunità europea, abbiamo pensato fosse arrivato il momento di provare a cambiare questa situazione di emergenza, prima di esserne totalmente sopraffatti.

Di che si tratta? Quali i vantaggi e gli svantaggi?

Si tratta di un sistema di abbattimento alla fonte di inquinanti di origine fossile (decarbonizzazione) e riduzione simultanea di consumi e costi. Questo è il 2° brevetto italiano, OMOLOGATO UE, certificato UNI EN/ISO 17025 e ha tantissimi vantaggi, tra cui: la tutela della salute umana, la salvaguardia dell’ambiente, l'ecosostenibilità e la decarbonizzazione

Che tipo di percorso avete seguito? (finanziamento, avvio, mantenimento)

Autofinanziamento di tutte le fasi

Da chi siete stati affiancati?

Da competenze professionali interne per la ricerca scientifica e poi, lo sviluppo del prodotto per il mercato, ha fatto il resto. 

Qual è stata la parte più difficile da affrontare?

Non è stato facile raggiungere elevati risultati distintivi con disponibilità finanziarie solo interne, ma ce l'abbiamo fatta. 

Che tipo di riscontro avete avuto da parte del pubblico?

Positivo per i riflessi sulla salute, sull’ambiente e sul risparmio economico che ne conseguono sia nel settore automotive che industriale

Qual è la strategia di exit?

Nel nostro caso non è prevista dato che, gli azionisti possono comprare e vendere le proprie azioni liberamente con diritto di prelazione da parte degli altri azionisti. 

Quale tipo di supporto credete sia opportuno per la prosecuzione di successo di una start up?

Ovviamente supporti di tipo finanziario, affrontare i mercati mondiali n on è cosa da poco. 

Quali saranno i prossimi step?

Ce ne sono diversi, innanzitutto puntiamo ad incrementare la nostra posizione nel mercato italiano, poi vireremo su quello europeo e successivamente su quello mondiale. Dal punto di vista tecnico invece stiamo lavorando sulla brevettazione di un motore endotermicoalimentato a idrogeno senza serbatoio di accumulo e di un sistema di produzione industriale di corrente elettrica e termica da idrogeno senza serbatoio di accumulo. Non appena saremo pronti cercheremo di sbarcare nel commercio mondiale con i nuovi sistemi di produzione energetica. 

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