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Masseroni2, quando vince lo sport

Il nuovo impianto sportivo di Milano, realizzato in tempi record dopo una lunga opera di bonifica del terreno, è stato “premiato” dalla presenza della Coppa della Uefa Champions League

Pubblicato da Tekneco Aziende il 13 ottobre 2016 alle 10:00

Il quartiere QT8 Milano venne costruito, dopo la seconda guerra mondiale, sulla base di un’originale intuizione dell’architetto Piero Bottoni: trasformare un’area poco più che rurale in un rione innovativo, basato sul corretto equilibrio tra strutture abitative, servizi e spazi verdi. Il tutto ai piedi della collina di Monte Stella, realizzata accatastando le macerie lasciate dai bombardamenti della guerra. L’intero quartiere, inoltre, si sarebbe sviluppato intorno all’attuale via Salmoiraghi, destinata ad ospitare tutti gli edifici pubblici. Tra le idee di Bottoni, anche quella di creare un laghetto per la pesca sportiva, circondato da spazi fruibili e da un edificio a pianta circolare, disegnato dall’architetto Liliana Tarnoczy per fungere da centro di aggregazione. Un’idea originale per l’epoca e che, per decenni, ha caratterizzato questo quartiere. Amministrazioni pubbliche non sempre adeguate, però, avevano portato all’abbandono l’area, il cui il centro di aggregazione era diventato punto di riferimento per persone ai margini della società. Mentre il laghetto per la pesca sportiva, ormai prosciugato, era stato riempito da una discarica. All’inizio del 2000, prese corpo l’idea di recuperare l’area alla sua destinazione originale, riportandola alla fruibilità dei cittadini con la creazione di un centro sportivo al quale potessero far riferimento sia giovani che persone anziane. Un centro di aggregazione sociale per un quartiere molto popoloso e sostanzialmente periferico. Tra i vari progetti risultò vincente quello proposto dalla società sportiva Masseroni Marchese che, dal 1948, si occupa proprio di promuovere le attività sportive dei più giovani. Un sodalizio che si può dire storico per Milano, che grazie al contributo di un nutrito gruppo di appassionati, è arrivato ad essere riconosciuto come Scuola Calcio della Juventus per la città di Milano e a vantare oltre 600 tesserati.

Un calcio al degrado

Gli architetti Stefano Gaudimundo e Matteo Sormani, artefici del progetto di recupero, avevano inizialmente ipotizzato la creazione di due campi da calcio, uno di dimensioni ridotte ed uno regolamentare, proprio sopra il vecchio stagno della pesca sportiva, oltre a due campi da bocce coperti. Il progetto prevedeva inoltre la ricostruzione dell’originale edificio a pianta circolare, nel quale avrebbero trovato spazio un bar / ristorante e un centro medico sportivo. Il progetto è stato approvato, oltre dal Comune di Milano, anche dal Coni ed è stato finanziato dal Credito Sportivo. In fase esecutiva, i lavori sono stati però interrotti per un lungo periodo. Dagli scavi è emerso che, contrariamente a quanto stimato inizialmente, il laghetto era stato riempito con materiale altamente inquinante. Una situazione tale da imporre un complesso sbancamento di parte del terreno e la successiva impermeabilizzazione di oltre 12mila mq. Un intervento che, oltre a prolungare di anni l’avvio dei lavori, ha comportato una serie di problematiche tecniche, limitando la possibilità di scavare oltre una determinata profondità e imponendo la realizzazione di una serie di opere di drenaggio specifico, tra cui la costruzione di una vasca sotterranea di 70 mc per la raccolta dell’acqua piovana. Anche le canalizzazioni dei cavi elettrici, che corrono intorno al perimetro del campo per alimentare l’impianto di’illuminazione, sono state posate a quote ascendenti. Un accorgimento necessario per prevenire il rischio che l’acqua drenata potesse essere trasportata sin dentro gli edifici. Per queste problematiche, per quasi sei anni i lavori di costruzione hanno così interessato il solo edificio centrale, mentre tutto il resto della struttura sportiva è stato bloccato dalla necessità di mettere in sicurezza l’area dal punto di vista ambientale. Solo nel maggio del 2015, ottenuta l’ultima certificazione necessaria per realizzare un impianto sportivo, Vincenzo Cicoria, presidente della società sportiva, ha chiesto a ArtEdil, l’azienda incaricata di realizzare le opere civili, di accelerare al massimo i lavori. Un obiettivo che ha suggerito di individuare anche fornitori in grado di supportare tempestivamente, oltre che tecnicamente, la realizzazione dell’impianto sportivo. Il tutto sfruttando anche il fatto che i progettisti avevano progressivamente modificato il progetto originale in funzione delle esigenze imposte dall’attività di bonifica.

Un team vincente

Proprio incontrando direttamente i singoli fornitori, Cicoria si è confrontato con i responsabili di BTicino, che hanno condiviso l’idea di un impianto sportivo con una finalità sociale, aperto oltre che a ragazzi anche agli anziani e ai disabili del quartiere: “Dal punto di vista ‘impiantistico avevamo la necessità di individuare soluzioni caratterizzate da una funzionalità adatta ad un centro sportivo. Ovvero un design essenziale ma, soprattutto, un’affidabilità elevata e la disponibilità nel garantire la fornitura in tempi rapidi. Interfacciarsi con una realtà italiana, arricchita dall’appartenenza ad un gruppo internazionale come Legrand, ci ha garantito tempi certi, oltre a un catalogo completo di tutti i componenti necessari. Abbiamo così avuto un unico interlocutore per l’intera componentistica elettrica. Inoltre, il management di BTicino ha condiviso il nostro progetto educativo anche per il suo impatto sociale dando un concreto supporto alla realizzazione del progetto: In particolare, abbiamo potuto contare sul supporto tecnico alla progettazione elettrica e al corretto dimensionamento dell’impianto”. “Oltre all’aspetto tecnico”, spiega il funzionario commerciale di BTicino, Fabio Ambrosini, “considerando la particolarità del cantiere, in cui più aziende operavano in parallelo e occorreva mettere a disposizione il materiale elettrico con tempi certi, abbiamo predisposto l’intera catena logistica per garantire sempre le consegne in funzione dell’avanzamento dei lavori. Un’esigenza, quella di ottimizzare la logistica, che ritroviamo sempre più pressante nei moderni cantieri. La capillarità territoriale della nostro modello distributivo e il nostro ampio catalogo riescono a soddisfare anche questi contesti molto sfidanti”. Rapidità di consegna e installazione, oltre all’affidabilità nel tempo, sono stati alla base anche delle infrastrutture destinate a supportare i cavi. Pur in assenza di enormi potenze, un impianto sportivo come Masseroni2 si estende su una vasta area, nella quale occorre alimentare gli apparati più svariati. Da qui la scelta di adottare le passerelle a filo Cablofil e le canalizzazioni portacavi Gamma-P. Soluzioni che, come spiega lo stesso l’Arch. Sormani, “sono caratterizzate da un’elevata flessibilità installativa, oltre che da una serie di accessori per il montaggio, grazie ai quali è stato possibile posizionare rapidamente le infrastrutture nelle quali sono poi stati posati i fasci di cavi”.

A prova di… calcio

“Da un punto di vista propriamente estetico”, spiega l’Arch. Gaudimundo, “tra le serie civili proposte da BTicino, abbiamo scelto Livinglight, con le classiche placche quadre bianche. Una soluzione adatta ad un impianto sportivo, ma che soddisfa anche i canoni estetici richiesti all’interno del ristorante e del bar del centro. E’ una delle serie civili più diffuse e molto robusta, e, se in futuro dovremo sostituire rapidamente dei componenti danneggiati da un uso spesso poco delicato, come accade tipicamente nei locali frequentati da numerosi ragazzi, sarà facile trovare i ricambi sul mercato.”. All’interno della cucina, a servizio del ristorante pizzeria che si affaccia direttamente sui campi da calcio, le condizioni ambientali sconsigliano invece, anche per i relativi vincoli normativi, una componentistica nata per l’uso domestico o terziario, preferendo la robustezza di soluzioni di carattere industriale. Anche in questo caso, l’uso delle compatte prese industriali interbloccate della serie Tiplug di BTicino ha fornito la risposta adatta ad un ambiente in cui, in presenza di schizzi di grasso ed elevati tassi di umidità, è necessario garantire l’affidabilità nel tempo e la sicurezza del personale. Il tutto completato da un’elevata facilità di cablaggio, che ha consentito ai tecnici di Impianti Cogliati 3 C di operare in modo estremamente rapido. “Del resto”, come conferma il responsabile dell’azienda di installazione, Pierangelo Gorio, “avendo tempi molti stretti e dovendoci coordinare con le squadre di altre aziende, ognuna impegnata in una diversa attività, è stato importante poter disporre di una logistica efficace, che garantisse tempi certi nella consegna del materiale, per evitare qualunque interruzione”. Il completo catalogo di BTicino ha permesso di trovare la risposta adatta anche per il videocitofono esterno: il modello Sfera New + classe 100. Una soluzione capace di coniugare la robustezza dell’involucro con un design essenziale e l’ampio angolo di visuale della postazione esterna, che consente di riconoscere agevolmente l’interlocutore anche in condizioni di limitata visibilità.

Il valore è nel cuore

Come in una qualunque prestazione sportiva, gli aspetti estetici, per quanto importanti, rivestono un ruolo secondario rispetto alle prestazione. Condizioni che, nell’impiantistica di un centro sportivo, sono particolarmente impegnative anche per l’estensione dell’area alla quale fornire costantemente energia. Senza dimenticare che il personale presente non ha un’estrazione tecnica e, per quanto formato, deve intervenire quotidianamente sulla gestione dei sistemi d’illuminazione e distribuzione elettrica. Proprio l’elevata flessibilità richiesta da un impianto sportivo al quale fanno riferimento, contemporaneamente, giocatori di calcio di tutte le età, anziani appassionati di bocce e disabili ha suggerito di affidarsi ad un controllo esclusivamente manuale, che fosse in grado di rispondere in modo semplice alle più svariate esigenze di utilizzo degli spazi. Da qui la necessità di accedere più volte al giorno ai quadretti secondari di comando che, quindi, devono essere estremamente robusti, ma anche gradevoli dal punto di vista estetico. Un’esigenza alla quale rispondono egregiamente i centralini da incasso Idroboard, il cui grado di protezione IP 65 li rende adatti a tutti gli ambienti di un centro sportivo, e i quadri Marina Legrand, con struttura in resina di poliestere insaturo rinforzato con fibra di vetro. Accanto al controllo locale, in un impianto che si estende su un’area di grandi dimensioni, il punto più delicato è rappresentato dalla capacità di distribuire correttamente, e in assoluta sicurezza, l’energia alle singole utenze: dagli spogliatoi alle luci serali dei campi di calcio, passando attraverso gli impianti termici e i più svariati sottoservizi. Da qui la scelta di distribuire, negli spazi disponibili, quadri e armadi MAS, nelle taglie da 160 a 800. “Anche in questo caso”, spiega Sormani, si è rivelata vincente la scelta di utilizzare soluzioni disponibili sul mercato e, quindi, d’immediata reperibilità, evitando qualunque perdita di tempo della fase di assemblaggio e configurazione. Si tratta, inoltre, di componenti caratterizzati da un buon grado di robustezza ed equipaggiati con porte trasparenti, che consentono al personale del centro sportivo di individuare immediatamente gli interruttori da azionare o da riarmare in caso di problemi”. Proprio il numero di persone relativamente elevato, che potrebbero accedere ai comandi, ha imposto la massima attenzione alle problematiche di sicurezza, identificando negli interruttori scatolati Megatiker di BTicino, conformi alla norma CEI EN 60947-2, la soluzione più adatta per la protezione dal cortocircuito e dal sovraccarico negli impianti.

Un impianto da… Coppa Campioni

Scelte progettuali accurate e uno stretto rapporto di collaborazione tra tutte le aziende coinvolte nel progetto hanno permesso, in soli sei mesi, di completare l’impianto sportivo, rendendolo pienamente operativo già nel novembre del 2015. Un vero è proprio successo, sia tecnico che sportivo, in quanto il centro è già diventato, oltre che polo di aggregazone sociale per il quartiere, il punto di riferimento per moltissimi giovani calciatori che sognano di emulare le gesta dei propri campioni,. Un successo riconosciuto anche dai vertici del calcio europeo. Al punto che lo scorso maggio, pochi giorni prima della finale di Uefa Champions League giocata a Milano, la coppa poi vinta dagli spagnoli del Real Madrid è stata messa in mostra all’interno del Centro Sportivo Masseroni2. Un’occasione che ha permesso al presidente Cicoria di posare, di fianco al prestigioso trofeo, con Luis Suarez, il mitico Luisisto, che proprio con la maglia dell’Inter vinse per ben due volte la Coppa Campioni.

SCHEDA FORNITURA:

Committente: Soc. sportiva Masseroni – Marchese

Progettisti: arch. Stefano Gaudimundo e arch. Matteo Sormani

Installatore: Impianti Cogliati 3 C

Opere edili: ArtEdil

Coordinamento progetto BTicino Ambrosini Fabio

Data entrata in funzione: novembre 2015

Videocitofono esterno Sfera New + classe 100

Serie civili LivingLight

Quadri e armadi MAS, nelle taglie da 160 a 800

Interruttori scatolati Megatiker M1 e M2

Interruttori automatici e ausiliari BTdin

Centralini da incasso Idroboard

Quadri Marina con struttura in resina di poliestere insaturo rinforzato con fibra di vetro

Canaline Cablofil

Canale portacavi Gamma-P

DIDA:

Mass1: Il centro Sportivo Masseroni2 ha rivisitato l’idea di creare un punto di aggregazione sociale al centro del quartiere QT8 di Milano

Mass2: Due campi da calcio, aree coperte per il gioco delle bocce e un edificio per l’aggregazione sportiva caratterizzano il centro sportivo Masseroni2

Mass3: La necessità di bonificare l’area ha prolungato i lavori e imposto una serie di vincoli progettuali

Mass4: Il centro sportivo è frequentato da oltre 600 sportivi di tutte le età

Mass5: Il ristorante si affaccia direttamente sui campi da calcio

Mass6: Le prese industriali interbloccate Tiplug di BTicino garantiscono la sicurezza anche all’interno delle cucine

Mass7: I quadri elettrici di un centro sportivo devono garantire resistenza, ma soprattutto tutelare l’incolumità di atleti e personale

Mass8: Ogni spogliatoio è dotato di un proprio quadretto di comando.

Mass9: Le canaline Cablofil si sono rivelate di rapida e facile installazione

Mass10: All’interno dei locali tecnici è fondamentale la robustezza degli armadi MAS di BTicino

Mass11: La necessità di drenare l’acqua piovana ha costretto i progettisti ad adeguare l’infrastruttura di distribuzione dell’energia

Mass12: La protezione dei cavi è essenziale in un ambiente frequentato da centinaia di ragazzi e da personale non qualificato

Mass13: La logistica di BTicino ha consentito di rispettare i tempi di costruzione di Masseroni2, che è stato completato in pochi mesi

Mass14: Il presidente Vincenzo Cicoria posa con Luisito Suarez vicino alla Uefa Champions League, che è stata esposta proprio nel centro sportivo Masseroni2

Mass15: Come si presentava l’area nel 1968

Mass16: come si presentava l’area prima dell’inizio dei lavori di bonifica

 

 

 

Ubicazione

 

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