circular economy

Ami i funghi? Ecco il kit ecosostenibile per coltivarli in casa

Dal recupero dei fondi del caffè nasce FunghiBox, il kit grazie al quale potrai coltivare funghi in maniera ecosostenibile sul balcone o a casa

Scritto da il 25 gennaio 2016 alle 10:55 | 0 commenti

Ami i funghi? Ecco il kit ecosostenibile per coltivarli in casa

­C’erano del caffè, dei funghi ed un balcone. Non è l’incipit di una barzelletta, ma quello della bella storia di un’iniziativa che, speriamo, si diffonda come spore al vento. Curiosi? Bene! Per spiegarvi di cosa stiamo parlando abbiamo intervistato Simone Marzocchi, socio e direttore generale di For.B, cooperativa sociale che produce una scatola molto particolare: la FunghiBox.

Come e quando nasce funghibox? Come è vi è venuta l’idea?

L’avventura di Funghibox inizia nel 2012 da un’idea di Ian Richard, un ragazzo americano che ha svolto un tirocinio presso la nostra cooperativa sociale For.B. Ian si trovava in Italia per approfondire i propri studi sulle cooperative di lavoro, un tipo di realtà ancora purtroppo poco diffuso negli Stati Uniti. Complice un articolo sulla possibilità di coltivare funghi direttamente dai fondi di caffè e la voglia di sperimentare una nuova ed innovativa forma di riciclo, la proposta di Ian è stata accettata dalla cooperativa. Così è iniziata l’avventura di Funghibox.

Esistono varie scatole per produrre i funghi in casa e sul balcone. La vostra ha particolar una connotazione green. Ce la potete raccontare?

Crediamo fortemente nel riuso e nel riciclo al 100%. Una filosofia che non si esaurisce solo nella possibilità di coltivare a chilometro zero un prodotto altamente nutriente e ricco di proteine e vitamine. Funghibox è anche sostenibilità e apprendimento: i bambini imparano il valore del cibo e del rispetto della natura e la tutela ambientale è garantita grazie alla riduzione degli sprechi e dei gas serra nell’atmosfera. Oltre ad essere amica dell’ambiente, Funghibox sostiene anche un’economia più democratica volta a creare occasioni di lavoro e di inserimento sociale per tutta la comunità.

Perché proprio il caffè? Il caffè che utilizzate da dove ha origine? 

Qual è una delle cose più amate dagli italiani? Quella che più ci invidiano all’estero? Il caffè! Pochi lo sanno, ma dai fondi di caffè è possibile ricavare tantissimo. Nel caso di Funghibox, il micelio – la parte del fungo che assorbe i nutrienti per svilupparsi – riesce a crescere proprio grazie al substrato ricco di minerali e sostanze nutritive del caffè.

Pensiamo alle migliaia di tonnellate di scarto che vengono prodotte per poter concedere alle persone il gusto di un buon caffè: perché non trasformare un rifiuto in una risorsa preziosa per l’ambiente e per la comunità? Tutti i fondi di caffè destinati a Funghibox provengono dalla maggior parte dei bar e ristoranti del territorio e sono raccolti quotidianamente da persone in inserimento lavorativo, sempre attraverso l’uso di biciclette dotate di carrello e sempre nel pieno rispetto dell’ambiente.

Le spore rigenerano la scatola o dopo una stagione bisogna cambiarla?

Il kit è predisposto per fornire un massimo di 7-8 etti di funghi fino a completo esaurimento dei nutrienti. Questo significa molteplici raccolti; basta solo girare il sacchetto contenente il micelio dentro la scatola. Tuttavia la vera sorpresa è un’altra: una volta terminata la possibilità di coltivare funghi, mai buttare via il kit! Il sacchetto può essere aperto e i fondi di caffè/micelio piantati nel proprio giardino oppure mescolati con il terriccio per trasformarsi in una base ricca per far crescere altre piante.

Qual è stata la risposta del mercato?

Pur non avendo potuto affrontare in maniera massiva investimenti in comunicazione e marketing, il kit ha portato risultati di mercato immediatamente interessanti.

Per raggiungere la sostenibilità economica del progetto e la definitiva stabilizzazione dei posti di lavoro generati, stiamo lavorando per definire un accordo commerciale per la distribuzione di funghibox sul territorio nazionale con una importante società.

Ci racconti qualcosa di più della vostra impresa sociale.

For.B è una cooperativa di tipo B che nasce dalla fusione di due realtà storiche del territorio forlivese, Co.For.Pol ed Ecosphera. Il valore principale alla base di For.B è quello di generare un doppio prodotto a forte impatto sociale, mantenendo alta la qualità dei servizi offerti e riducendo il costo che grava sulla collettività attraverso l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. La cooperativa opera principalmente nel settore ambientale – cura del verde, raccolta differenziata, disinfestazioni, cimiteri e canile comprensoriale – ma anche nel mercato del ‘bio’ attraverso la gestione di Apebianca, uno spazio di oltre 300 mq primo in Romagna ad offrire una vasta offerta di prodotti esclusivamente biologici: dall’alimentazione alla cura della casa e della persona come detersivi, cosmesi, cancelleria, libri e articoli per i più piccoli. In un’ottica di massimizzazione del benessere della comunità e di valorizzazione del territorio, For.B si sta attualmente impegnando anche nella riqualificazione dei territori confiscati alle mafie attraverso eventi di sensibilizzazione volti a educare le persone sui valori di legalità, beni comuni e agricoltura sociale. Ne è un esempio ‘Alla luce del sole’ che il 4 ottobre scorso ha portato molti cittadini a trascorrere una giornata di aggregazione attorno al podere di Viale dell’Appennino 282 a Forlì, confiscato negli anni ‘90 e divenuto ormai simbolo della legalità democratica in Romagna.

 

 


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L'autore

Letizia Palmisano

Giornalista dal 2009, esperta di tematiche ambientali e “green” e social media manager. Collabora con alcune delle principali testate eco e scrive sul suo blog letiziapalmisano.it. È consulente sulla comunicazione 2.0 di aziende ed eventi green e docente di social media marketing. In 3 aggettivi: ecologista, netizen e locavora (quando si può).


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