In Sardegna arrivano i Green Port
Dopo Civitavecchia e Livorno anche Porto Torres e poi Olbia e Golfo Aranci diventeranno “Green Port”, porti verdi. Emissioni ridotte e risparmio energetico
Rendere ecocompatibili i traffici portuali, grazie a fonti rinnovabili. E’ questo il futuro al quale sta lavorando l’Autorità Portuale del Nord Sardegna, sulla scorta di altre esperienze già avviate in Italia e, soprattutto, all’estero.
L’Autorità si riunirà il prossimo 20 Settembre per attivare il processo di monitoraggio delle navi nei porti di Porto Torres, Olbia e Golfo Aranci. Varerà un documento di programmazione per definire le strategie di intervento su ogni singolo porto.
Il problema: ogni anno passano per gli scali del Nord della Sardegna circa 11.300 navi le quali consumano circa 16 megawatt ciascuna durante la sosta. E’ un quantitativo di energia elettrica ottenuto con la combustione di carburanti fossili. La maggior parte del consumo di energia di uno scalo infatti si concentra nelle operazioni di movimentazione in banchina e nel banchinaggio delle navi: queste attività assorbono circa il 95% del fabbisogno energetico dello scalo e quindi contribuiscono per la maggior parte all’emissione di sostanze inquinanti. Per ovviare a questo problema si costruiranno delle banchine elettrificate alle quale le navi potranno connettersi in modo da spegnere i motori di bordo: come accade già a Civitavecchia l’energia verrà prodotta all’interno del porto da una centrale mediante l’uso di fonti rinnovabili.
“La nostra è una proposta in linea con le tendenze dei porti europei”, ha dichiarato Paolo Piro, Presidente dell’Autorità Portuale. “Con l’incremento di traffico commerciale e crocieristico nelle nostre tre portualità, ritengo sia arrivato il momento di intervenire per studiare nuovi interventi volti alla salvaguardia dell’ambiente e della salute di operatori portuali e cittadini”. “Nei nostri porti, specialmente nei periodi invernali, le navi sostano per più di dodici ore in banchina con i generatori in funzione.” Il problema è evidente, “si registrano emissioni costanti di fumi e rumori, che certo non giovano alla salute di chi tutto il giorno opera negli scali. Prima di tutto, – continua Piro – è necessario avviare un tavolo di confronto con gli enti preposti e procedere, successivamente, ad uno studio dello stato attuale, che parta dall’analisi dei dati certi che otterremo dalle rilevazioni di apposite centraline”.
Nelle politiche ambientali per i porti le direttive europee prevedono alcune cose: limitazione del contenuto di inquinanti nei combustibili delle navi, tutela degli ambiti marittimi, raccolta dei rifiuti con misure contro la loro dispersione dalle navi, tutela dell’ecosistema marino e delle risorse naturali del mare con limitazione al loro prelievo.
Con i Green Port la Sardegna si allinea ad altri progetti esistenti in Italia (soprattutto in Toscana e nelle Marche) e in altre nazioni come Usa, Finlandia e Germania.
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Redazione Web
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