Fotovoltaico: una corsa non esente da smagliature
Bene l'occupazione e l'installato, preoccupano la speculazione e la lentezza con cui si diffondono le celle di seconda generazione
Il fotovoltaico continua a crescere senza soste in Italia, ma non mancano le smagliature. Così se i produttori di energia pulita sono preoccupati dalle normative instabili sulle incentivazioni pubbliche, c’è il rischio che si perdano di vista le minacce interne al mercato. Sono alcune delle considerazioni che si possono cogliere a un’attenta lettura del Solar Energy Report presentato questa mattina al Politecnico di Milano.
Le ragioni del successo
Il 2010 è stato un anno boom per le nuove installazioni, con una potenza arrivata a quota 6 gigawatt, con una crescita del 740% sul 2009 (dovuta soprattutto alla corsa di fine anno per aggiudicarsi in extremis le tariffe incentivate super-vantaggiose del Secondo Conto Energia). Bene anche l’occupazione, con 18.500 dipendenti diretti nel fotovoltaico (le imprese del settore sono cresciute del 13% in un anno), che diventa tre volte tanto considerando anche l’indotto.
I fattori di preoccupazione
A preoccupare, oltre all’incertezza normativa di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane e al crescente fenomeno della speculazione, sono anche alcuni fattori interni al settore. Come la lentezza di sviluppo delle celle di seconda generazione, rilevata dai ricercatori del Politecnico, con il silicio cristallino che conta anche per i quattro-quinti del totale. Resta su livelli contenuti, infine, la produzione italiana, con la conseguenza che la filiera degli incentivi finisce con il premiare soprattutto aziende straniere.
Nelle prossime settimane Tekneco continuerà ad aggiornarvi, approfondendo i vari capitoli del solare italiano, con l’aiuto di esperti e ricercatori.
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L'autore
Luigi Dell'Olio
Luigi dell'Olio, giornalista pugliese free-lance, vive a Milano, dove si occupa di temi legati all'economia, alla tecnologia e alle energie rinnovabili.


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