Aumenta la produzione di energia eolica in Italia

La produzione di questa energia eolica è aumentata del 35% rispetto all’anno precedente. In Puglia e Sicilia si concentrano il 47% degli impianti.

Scritto da il 06 settembre 2010 alle 13:00 | 1 commento

Aumenta la produzione di energia eolica in Italia

Nonostante le difficoltà riguardo ai lunghi tempi burocratici (una media di quattro anni) per le concessioni nelle aperture dei parchi eolici, anche nel 2009 è aumentata la produzione di energia eolica. La conferma arriva dal Gse (Gestore Servizi Energetici) che ha pubblicato il rapporto 2009 riguardante l’eolico. Disegna uno scenario incoraggiante: nel 2000 erano 55, alla fine del 2009 sono stati calcolati 294 impianti eolici con una potenza complessiva di 4.898 MW mentre soltanto lo scorso giugno la potenza è cresciuta di un altro 10% arrivando a 5.400 megawatt. Il boom dell’eolico è partito nel 2004 con un tasso di sviluppo che è arrivato fino al 2009 a circa il 30% ed una crescita nella produzione di energia elettrica di 4,7 miliardi di KW.

Dai 6,6 MW del 2000 ai 16,7 MW del 2009: è cresciuta anche la taglia media della potenza dei nuovi impianti installati, molti dei quali superano i 10 MW: per ogni megawatt l’investimento può arrivare fino a 3 milioni di euro e si va in pareggio solo dopo un periodo che va dai 5 ai 10 anni. I dati del rapporto sull’eolico del Gse parlano chiaro e la mappa dell’eolico è tutta a favore delle regioni del Sud Italia che da sole sviluppano una potenza del 98%: quelle che producono più energia da questa fonte sono Puglia (1.151,8 MW), Sicilia 1.147,9 MW), Campania (797,5 MW), Sardegna (606,2  MW) e Calabria (443,3 MW).

Tra i fattori utili alla determinazione di un parco eolico ci sono infatti la ventosità, l’orografia e l’accessibilità dei siti: anche per questo motivo la maggior parte degli impianti sono presenti in Puglia, Sicilia e Campania con la provincia di Foggia dove si concentra la presenza più alta di impianti, il 20,4%. L’unico neo che si evince dal rapporto è la quantità di ore equivalenti di utilizzazione degli impianti che è calata dalle 1.374 ore del 2008 alle 1.374 del 2009. Ciò significa che per motivi climatici o tecnici gli aerogeneratori che trasformano l’energia cinetica in energia elettrica hanno lavorato complessivamente meno tempo.

I produttori che sono titolari di un impianto eolico certificato dall’IAFR (Impianto Alimentato da Fonte Rinnovabile) possono chiedere al Gse l’accesso ad alcuni incentivi tra i quali quello della TO, Tariffa Omnicomprensiva con la quale è possibile differenziare per vendere l’energia immessa in rete (che è possibile vendere al Gse anche in modalità RID, il Ritiro Dedicato) ad un prezzo “agevolato”, e i Certificati Verdi che permettono proprio ai produttori di essere obbligati a immettere nella rete energia da fonti rinnovabili. Infine c’è il CIP6/92 con il quale il Gse ritira l’energia elettrica immessa in rete da questi impianti e la vende in Borsa.

Il valore di 1 megawatt/h ad oggi oscilla attorno agli 83 euro ma la difficoltà nell’accesso al credito e la mancanza di regole certe in Italia comincia a spostare gli investimenti dei fondi altrove. La stessa Enel Green Power società del gruppo Enel si è aggiudicata nei giorni scorsi in Brasile una gara pubblica per la produzione di 90 MW attraverso l’energia eolica


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    L'autore

    Dario Salvelli

    Dario Salvelli, 27 anni, blogger e freelance, studia ingegneria elettronica alla Seconda Università di Napoli. Collabora con Nòva 24 de Il Sole 24 ore, WIRED, Excite Italia. Segue i temi legati all'innovazione e all'ICT e si occupa di comunicazione, marketing e consulenze per i social media.

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