Riciclo

L’olio da cucina diventa energia

Quello di origine domestica è un rifiuto prezioso sotto molti punti di vista, ma il suo recupero e riciclo continuano a essere ancora carenti

Scritto da il 27 gennaio 2012 alle 8:29 | 0 commenti

L’olio da cucina diventa energia

Photo: star5112


Biodiesel, sapone, cere, energia elettrica e termica. L’olio vegetale usato per friggere è una grande risorsa energetica ed economica. Raccolto in modo differenziato e dopo opportuni processi di trattamenti e rigenerazione, infatti, può essere riciclato e tornare a nuova vita sotto forma di materie prime per uso industriale o energia alternativa. E invece troppo spesso finisce nei lavandini o disperso nel suolo o nei corsi d’acqua, provocando gravi danni all’ambiente. Colpa della mancanza di informazione (non tutti conoscono il livello inquinante di questo rifiuto e i vantaggi del suo recupero) ma anche di un sistema di raccolta ancora carente (solo alcuni comuni sono attrezzati con isole ecologiche).

La raccolta

“Ogni anno raccogliamo 45-50 mila tonnellate all’anno di oli esausti, cifra che potrà aumentare di molto con il contributo ambientale, che speriamo venga introdotto quest’anno e che ci permetterà di fare un’opera più capillare”, spiega Tommaso Campanile, presidente del Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti (Conoe). “Attualmente la raccolta e il riciclo avvengono soprattutto per l’olio esausto derivante da attività professionali, come ristoranti, mense, industrie alimentari. La raccolta domestica è invece sporadica ed effettuata per iniziativa di singoli comuni ma non è messa a sistema”. Un vero peccato se si considera che, secondo il Conoe, su 280 mila tonnellate di rifiuto prodotto ogni anno ben 160 mila provengono dal consumo domestico. Da qui l’importanza di un servizio di raccolta organizzato e controllato. Come quello messo in piedi per esempio nel comune di Corchiano (Viterbo) premiato questo gennaio con il riconoscimento “Un bosco per Kyoto” per le sue attività sostenibili, tra cui proprio il recupero dell’olio esausto delle fritture per produrre biodiesel per i propri scuolabus.

Il progetto Recoil

Un’altra esperienza che va in questa direzione è Recoil (RECovered waste coking OIL for combined heat and power production), progetto finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma LIFE+ e condotto da AzzeroCO2 con il Conoe, Legambiente, Kyoto Club e Cid Software. Il progetto, che durerà fino al 2015, mira a realizzare un sistema ottimizzato per la raccolta porta a porta dell’olio vegetale esausto in due comuni pilota: Castell’Azzara (Gr) e Forlimpopoli (Fc). “L’obiettivo è evitare gli sversamenti in fognatura e la dispersione in ambiente e sensibilizzare i cittadini, creando anche nuovi posti di lavoro con il porta a porta”, spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. “Le quantità di olio esausto nelle case sono singolarmente poco significative ma diventano grandi sommate le une alle altre. E possono trasformarsi in una risorsa utile a produrre energia rinnovabile”. Il fine ultimo, infatti, è far confluire l’olio in un impianto di cogenerazione, da realizzare in un’area industriale, e usarlo come combustibile per produrre energia elettrica e termica. “Inoltre il calore termico residuo derivante dalla combustione può a sua volta essere convogliato nelle industrie vicine e sfruttato per le attività produttive che richiedono una fonte di calore”, aggiunge Ciafani. Nelle intenzioni dei promotori, l’esperimento potrà essere replicato anche in altri comuni dopo una valutazione dei risultati possibile grazie a un software per la tracciabilità e il monitoraggio della raccolta e stoccaggio dell’olio vegetale esausto realizzato per Recoil.


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L'autore

Roberta Pizzolante

Giornalista pubblicista dal 2005 e scrive di scienza, ambiente, energia, diritti umani e questioni etiche e sociali. Salentina di nascita, romana d’adozione, è laureata in Sociologia e ha un master in “Le scienze della vita nel giornalismo e nei rapporti politico-istituzionali” conseguito alla Sapienza. Fa parte della redazione di Galileo e Sapere e collabora con Le Scienze, Mente & Cervello, Terre di Mezzo street Magazine.

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