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Efficienza

L’efficienza oltre il titolo

Le Esco sono destinate ad avere un nuovo compito sviluppando e gestendo progetti, ma il ruolo dei Tee è destinato ad aumentare

Scritto da il 23 maggio 2015 alle 15:25 | 0 commenti

L’efficienza oltre il titolo

Che l’efficienza energetica non sia l’affare del futuro ne sono convinti solo due soggetti: l’Unione europea, che non ha fissato obiettivi vincolanti – proprio durante la presidenza italiana – e i produttori d’energia da fonti fossili. Al di fuori di questi soggetti sono in molti, mondo della finanza compreso, che stanno guardando con attenzione all’efficienza energetica. Un paio d’anni fa, per esempio, un fondo d’investimento chiuso da 60 milioni di dollari, bastato solo ed esclusivamente su interventi d’efficientamento fu collocato a Wall Street nel giro di un’ora e ottenne la quotazione AA+ da Standard & Poor’s.

«Il tema dell’efficienza energetica dovrà assumere il ruolo di “Key driver” per la riuscita della più formidabile sfida che l’umanità è chiamata ad affrontare nei prossimi 50 anni: assicurare ad una popolazione di 9 miliardi di persone un sistema energetico affidabile, conomicamente sostenibile, accettabile ambientalmente (energy security, energy affordability & competitiveness, environmental sustainability). – afferma l’Ingegner Giovanni Pizzo, di Sogesid, che è intervenuto all’appuntamento organizzato dallo studio Giambrone, lunedì 25 maggio a Milano, dal titolo “Le nuove sfide dell’Efficienza Energetica” – Questa sfida passa attraverso la progressiva uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili che oggi coprono l’80% della domanda energetica mondiale. Il settore è entrato in una fase di “picco” delle risorse convenzionali (facili da estrarre e trasportare) e il fenomento dello “Shale Oil e Gas” e le tecnologie del “Fracking” confermano la “legge dei rendimenti decrescenti”. Dal lato della domanda l’incubo viene dal riscaldamento climatico: per avere il 50% di probabilità di non superare l’incremento di2 °C, l’82% delle riserve di combustibili fossili dovranno rimanere nel sottosuolo».

C’ è bisogno, quindi di trasformare il sistema energetico e in questo quadro assieme alle rinnovabili è essenziale il ricorso all’efficienza energetica e in questo quadro ci sono ottime possibilità per le ESco che però devono cambiare pelle. Quelle nate sull’onda dei Tee, infatti, dovranno cambiare, e non poco, trasformandosi i aziende, sempre ESco, in grado di gestire con efficacia le realizzazioni degli impianti in un quadro come quello rappresentato dagli Energy Performance Contract (Epc) che diventeranno necessari per chi vuole comunque partecipare al meccanismo dei Tee. Se prima i Tee erano gli obiettivi delle imprese, ora diventano lo strumento per realizzare gli Epc che in ambito hanno diversi vantaggi: dal lato, del fornitore, ossia la ESco riduce il tempo di ritorno dell’investimento, poiché all’interno del Business Plan è inserita la remunerazione da certificati bianchi; dal lato del cliente, il vantaggio si concretizza, in primo luogo, sulla possibilità di utilizzare il certificato bianco come garanzia sull’Epc e in secondo luogo consentire al cliente, senza esborso di capex, d’entrare e cofinanziare l’Epc fatto dalla ESco, per sfruttare maggiormente gli utili generati dal progetto.

E il mercato italiano dei Tee è in aumento. Il Gestrore dei Mercati Energetici (Gme) infatti ha comunicato che nel 2014, il mercato dei Tee segna, rispetto al 2013, un aumento dei volumi con una quantità di titoli scambiati pari a 3.482.221 Tee rispetto ai 2.814.805 dell’anno precedente. L’andamento dei prezzi sul mercato ha raggiunto il massimo livello nel mese di marzo, mentre nel mese di maggio è stato toccato il massimo dei titoli negoziati mensilmente con un numero di Tee scambiati pari a 442.942. Il valore dei prezzi medi ha avuto un trend positivo a inizio anno, muovendosi dai 105€/Tee di inizio anno al picco pari ad 146,84 €/Tee, mentre dopo i prezzi hanno avuto un andamento discendente, raggiungendo i valori al disotto dei 100,00 €/Tee.


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L'autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983.


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