Impianti di riscaldamento
Con gli impianti a metano il contrasto all’inquinamento inizia dalle mura di casa
Il costo di un impianto si aggira intorno ai 2mila-3mila euro, ma il costo di gestione viene mediamente dimezzato rispetto al gasolio
Nessuna legge lo impone, eppure sempre più famiglie in Italia stanno convertendo i propri impianti di riscaldamento a gasolio, in sistemi a gas metano. Sono i vantaggi, in termini di costi, sostenibilità ambientale e sicurezza a spingere verso questa scelta. Il primo, indiscutibile, vantaggio del metano è la sua sicurezza: le caldaie vengono, infatti, sottoposte periodicamente per legge a una revisione da parte di tecnici specializzati che ne accertano il perfetto funzionamento. Ma c’è di più, perché in caso di fuga di gas il metano, più leggero dell’aria, consente una dispersione più veloce rispetto agli altri carburanti.
Tanti punti a favore e nessuna controindicazione
Non è da meno il secondo punto a favore: i costi ridotti. Quella a metano è, infatti, considerata la fornitura continua più economica del mercato (circa la metà rispetto al gasolio), e con un prezzo mediamente più stabile rispetto alle altre. Inoltre, anche mantenere gli impianti (la cui installazione comporta un esborso compreso tra i 2mila e i 3mila euro) prevede costi sostenibili, dal momento che quelli che funzionano con gas naturale non producono scorie e impurità, e quindi evitano spese superflue. Il metano ha dalla sua anche la comodità, perché secondo gli esperti garantisce una somministrazione di energia continua, che può essere sfruttata in ogni momento, senza necessità di magazzino o di stoccaggio.
Comodità e zero emissioni
Infine la sostenibilità sotto il profilo ambientale, che fa del metano una formula vincente rispetto al “vecchio” gasolio. Si tratta, infatti, di una delle fonti di energia con il minor impatto ambientale. Il gas metano rispetta l’ambiente perché viene utilizzato così come viene estratto dalla terra, senza alcun processo di lavorazione, che potrebbe in qualche modo risultare dannoso per la natura. Inoltre, questo gas non produce fumo né cenere, così come non determina il rischio di contaminare il paesaggio e l’aria. Non è un caso che sempre più spesso le Regioni lancino piani di incentivi per sostituire gli impianti condominiali a gasolio, in impianti autonomi a gas metano.
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L'autore
Daniela Uva
Giornalista pugliese, vive fra Bari e Milano e si occupa di cronaca, tecnologia e temi legati all'ambiente.
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