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Correva l’anno 2005…

Bilanci e prospettive a dieci anni dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 192

Scritto da il 09 aprile 2015 alle 7:00 | 0 commenti

Correva l’anno 2005…

Quest’anno, come gli esperti del settore sanno, ricorre il decimo anno dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192, in attuazione della direttiva 2002/91/ CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia. È necessario, pertanto, fare le riflessioni e i bilanci opportuni pensando, soprattutto, a quali possano essere le eventuali prospettive. È innegabile che in questi ultimi anni si è registrato un interesse crescente per le best practices in edilizia e una maggiore sensibilità sia in tema di efficienza energetica che in quello di sostenibilità in edilizia. Tutto ciò dettato, forse, dall’obbligatorietà di rispettare una Norma. Tuttavia, nonostante i progressi, resta ancora molto da fare, sebbene l’interesse risulti decisamente elevato, sia in ambito della ricerca di materiali edili innovativi, sia dal punto di vista dei protocolli di certificazione energetica degli edifici che risultano frammentari e differenziati a livello nazionale. Un altro aspetto su cui è opportuno riflettere riguarda le strategie adeguate e i piani di rilancio del settore edilizio colpito dalla crisi economica e finanziaria che attanaglia, da ormai troppi anni, la maggior parte dei paesi dell’eurozona. In occasione dello scorso Klimahouse Puglia 2014, nell’ambito del convegno organizzato da Teknedu sulle città nei Paesi mediterranei circa la loro efficienza energetica, sono stati trattati argomenti su come arginare del tutto o almeno in parte la “depressione” che sta interessando il settore edilizio. Sicuramente il tema della convergenza delle idee e dell’approccio interdisciplinare e qualificato alla progettazione e realizzazione di interventi di edilizia efficiente sono elementi fondamentali. Ma una delle risposte, per il rilancio dell’edilizia e per favorire la crescita delle opportunità di occupazione giovanile, è certamente quella della “rigenerazione” urbana e del patrimonio edilizio esistente in ambito energetico che, in Italia, purtroppo è particolarmente datato e inconsistente. Quando parliamo di patrimonio edilizio esistente intendo anche includere quello artistico e culturale, dove, con ogni probabilità, in Italia si possono sviluppare esperienze molto avanzate e concrete. In tale ambito in particolare, tuttavia, occorre saper coniugare innovazione e tradizione, integrando con oculatezza e perizia le pratiche oggi in uso, al fine di pervenire ai target fissati per il raggiungimento di elevate prestazioni di efficienza energetica. Per quanto concerne la certificazione energetica degli edifici possiamo sostenere che si sono ottenuti risultati ragionevolmente apprezzabili nel settore dell’edilizia privata, mentre altrettanto non si può dire per quello dell’edilizia pubblica. Non perdiamo di vista gli obiettivi che la Direttiva 2010/31/UE ha posto attraverso la sua attuazione. Ovvero, l’obbligo entro il 2018, per gli edifici pubblici, ed entro il 2020, per quelli Privati, di rispettare la soglia di un indice termico ≤ 10 kWh/m2a . Un altro limite della Legge è stato quello di aver dato la facoltà agli enti locali (Regioni) alla libera attuazione della stessa soprattutto sulla scelta dei protocolli di certificazione da adottare, dando così origine alla proliferazione e diversificazione degli stessi in tutte le regioni d’Italia. L’aspetto su cui bisogna riflettere maggiormente è la carenza di controlli, nella maggior parte dei protocolli di certificazione in uso, in fase esecutiva degli interventi impedendo così la possibilità di avere la certezza sul reale raggiungimento dei risultati prefissati in fase progettuale. Il Protocollo di Certificazione Casa- Clima, in questo senso, è tra quelli che prevedono una serie dettagliata di verifiche che consentono la “certezza” del raggiungimento degli obiettivi. Quindi l’Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima, per le sue specifiche peculiarità, può essere quel soggetto promotore, o se si preferisce, “motore” di quel processo di unificazione dei protocolli di certificazione energetica in ambito nazionale ed oserei dire anche europeo. In conclusione ritengo che il periodo di crisi che stiamo vivendo, sia economica che energetica, unitamente all’esigenza di migliorare il livello di vita e degli standard qualitativi e di comfort degli edifici, devono continuare a introdurre significativi cambiamenti sia nella progettazione, nella realizzazione e nell’utilizzo delle abitazioni contemporanee sia nella ristrutturazione del patrimonio storico esistente.

Articolo a firma di Gianfranco Marino

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