Com’è verde la citta

Si moltiplicano i progetti di smart cities in Italia. Ecosistemi integrati che fondono ecologia e vivibilità. È anche un nuovo business.

Scritto da il 04 ottobre 2010 alle 9:00 | 0 commenti

Com’è verde la citta

Un palazzo che produce energia che funziona da “stazione di servizio” per veicoli elettrici; i pali e le banchine di attracco del molo che ricaricano le imbarcazioni sfruttando il movimento delle onde e distribuiscono l’energia, quando e dove serve, grazie a contatori intelligenti; le fogne che si trasformano in una risorsa (quella geotermica) per i luoghi più freddi. Benvenuti in una Smart City, un luogo in cui si considera la città per quello che è: un ecosistema in cui ogni elemento è “in rete”, connesso a tutti gli altri. Il concetto è antico, ma i progetti di metamorfosi sono nuovi. Tanto che il mercato delle consulenze ai centri urbani si sta facendo sempre più interessante. Tra le grandi aziende che puntano su questo settore c’è Ibm, che ha lanciato un programma a livello mondiale chiamato Smarter City – per l’appunto -, approdato ufficialmente ad aprile anche in Italia (sebbene alcuni accordi fossero stati siglati anche in precedenza). Sono già otto le città che hanno firmato protocolli d’intesa con Ibm. L’ultima in ordine di tempo, a giugno scorso, è stata Firenze che si avvarrà del know-how del colosso informatico e, soprattutto, ospiterà sul suo territorio un centro di ricerca di eccellenza internazionale proprio sulle città intelligenti. Ibm punta soprattutto sull’informatizzazione e la gestione dei dati in un’ottica sociale, per migliorare i servizi al cittadino sotto tutti gli aspetti. “Parliamo per esempio di mobilità”, spiega Cristina Farioli, responsabile per Ibm Italia: “È un tema che di solito viene affrontato separatamente da tutto il resto, ma che è in realtà correlato a tutti gli aspetti di una città: dall’inquinamento e quindi la salute, al turismo. Un’informazione che riguarda una sola area può portare valore a molte altre”. A Parma, per esempio, stanno cercando di far sì che non sia più il cittadino a doversi recare presso l’amministrazione, ma che sia questa a raggiungerlo. Attraverso una serie di postazioni automatiche dislocate, è possibile ottenere tutti i certificati rilasciati dal Comune, con tanto di bollo digitale. “Noi ci occupiamo del disegno di insieme e, soprattutto, della raccolta e dell’analisi dei dati, cosa che ci permette di capire al meglio di cosa si ha bisogno”, continua Farioli: “Abbiamo modelli intelligenti di governance per capire che decisioni prendere, e sistemi predittivi che ci dicono cosa cambierà se modifichiamo una certa variabile”.

Anche Accenture progetta metamorfosi integrate, immaginando le metropoli come fossero cerchi concentrici. La città, cioè, è una rete che a sua volta comprende un’altra rete, quella elettrica. Che, di nuovo, per essere gestita al meglio, deve comprende la rete delle telecomunicazioni relative alle utenze: tutti i punti di generazione di potenza e di fabbisogno energetico devono essere collegati, la città deve “sapere” dove e quando c’è più bisogno di energia e modificare la gestione del servizio di conseguenza.

“Gli elementi delle città, abitazioni e veicoli per esempio, possono essere messi in sinergia tra loro”, dice Danilo Troncarelli, senior manager di Accenture Management Consulting. Come è stato fatto ad Amsterdam, dove l’amministrazione ha deciso di rivedere tutto il sistema di distribuzione elettrica. Qui, per esempio, nell’area portuale sono state istallate colonnine di plug-in intelligenti che registrano le informazioni su quanto vengono utilizzate, e bilanciano la corrente erogata in base sia alla richiesta sia all’energia disponibile nella rete. “Le soluzioni tecnologiche esistono già. I palazzi a impatto zero non sono fantascienza, e basta uno smartphone per gestire il consumo elettrico di casa a distanza: la sfida, ora, è di mettere tutti gli elementi a sistema e non pensarli più come singoli silos”.


L’Ue e le Smart Cities

Circa 11 miliardi di euro per trenta città con progetti smart. A metterli in palio è la Commissione europea che, in seno al Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche, punta a creare un network di esempi mirabili entro il 2020. Le smart cities dovranno impegnarsi in progetti a tutto tondo per ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e aiutare così l’Ue a tagliare i gas serra dell’80 per cento entro il 2050. Centrale anche l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini. Le candidate italiane sono Genova, Catania, Palermo, Torino e Firenze.


Progetto pilota sviluppato da Ibm per la città di nettuno. È un’applicazione per smartphone che indica quali strutture consentono l’accesso alle persone disabili. Attraverso il Gps il sistema funziona anche da guida.



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L'autore

Tiziana Moriconi

Giornalista pubblicista dal 2009, è laureata in Scienze Naturali e ha un master in Comunicazione della Scienza conseguito alla Scuola Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Collabora con L’Espresso, Le Scienze, Mente e Cervello, Sapere, Linx Magazine (per la rubrica Internet Point), Corriere delle Comunicazioni e Wired Italia.

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