Efficienza energetica

Certificati bianchi, c’è bisogno di qualche aggiustamento

Fire evidenzia il successo dei Titoli efficienza energetica, ma mette in luce anche alcune criticità legate ai cambiamenti normativi in atto

Scritto da il 27 marzo 2015 alle 8:00 | 0 commenti

Certificati bianchi, c’è bisogno di qualche aggiustamento

Con più di 33 milioni di titoli emessi dal 2005 a febbraio 2015, il meccanismo dei titoli di efficienza energetica (TEE, noti anche come certificati bianchi) rappresenta il principale strumento di incentivazione per lo sviluppo dell’efficienza energetica nel nostro paese. Secondo la notifica inviata dal nostro Governo alla Commissione europea, i certificati bianchi contribuiranno al 60% dell’obiettivo al 2020. Inoltre, negli ultimi anni hanno consentito di conseguire un miglioramento dell’efficienza energetica soprattutto nel settore industriale, generando un risparmio di 2,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel 2014 (ossia l’equivalente di circa 30.000 GWh). È quanto emerso dalla conferenza organizzata da Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia) “Certificati bianchi, titoli di efficienza a portata di mano”, che ha fatto il punto sul meccanismo. Dal momento di confronto è emerso che i Tee, pur avendo raggiunto gli obiettivi  prefissati, stanno vivendo un momento di incertezza, legato a diversi fattori: tra questi la tanto attesa pubblicazione delle nuove linee guida, la necessità di revisione dello strumento del coefficiente di durabilità e, più in generale, il bisogno di un sistema di regole chiaro, capace di garantire a tutti gli attori la certezza del futuro normativo all’interno dei cui confini poter investire.

“Lo schema si trova di fronte a una prova di maturità – ha affermato il diretto FIRE Dario Di Santo – da un lato ha consentito di ottenere risultati eccellenti, dall’altro – in attesa delle linee guida di aggiornamento delle regole inizialmente previste nel 2013 – sta creando apprensioni fra gli operatori a causa di modifiche operative introdotte dal GSE nella gestione delle pratiche e nel processo di verifica”. Cambiamenti che la Fire valuta positivamente (garanzie sulla bontà dei progetti, opportunità di promuovere una qualificazione crescente degli operatori, necessità di aggiornare alcuni parametri tecnici) ma che,  causa della mancanza delle linee guida, hanno creato dei problemi per gli operatori.

“Un’ulteriore conferma che la complessità del nostro sistema legislativo e i ritardi attuativi creano poi problemi operativi a chi gestisce gli schemi di incentivazione e dunque anche agli operatori – continua Di Santo – ma sono comunque problemi superabili ricorrendo a un maggiore dialogo fra Istituzioni e stakeholder: per questo FIRE avvierà in collaborazione con il GSE e le altre Istituzioni un osservatorio permanente nell’ambito del progetto europeo Enspol, al fine di facilitare lo scambio di informazioni fra le parti”.


Rispondi

Nome (richiesto)

Email (richiesta, non verrà pubblicata)

Sito web (opzionale)


Condividi


Tag


L'autore

Gianluigi Torchiani

Giornalista classe 1981, cagliaritano doc ormai trapiantato a Milano dal 2006. Da diversi anni si interessa del mondo dell’energia e dell'ambiente, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili


Il solare termico, corso online
Focus, la rivoluzione della domotica
Klimahouse 2017
RUBNER
AQUAFARM
BANCA ETICA
SIFET
BUILDING INNOVATION

ANICA
tekneco è anche una rivista
la tua azienda su google maps

Più letti della settimana



Continua a seguire Tekneco anche su Facebook:

Altri articoli in Energia Alternativa
klimaenergy
Al via l’edizione 2015 di Klimaenergy, fino al 28 marzo a Fiera Bolzano

La manifestazione è in abbinamento a KLIMAMOBILITY, il salone dedicato alla mobilità sostenibile. Il programma prevede visite tecniche e approfondimenti tematici

energia-rinnovabile-eolico
Eolico, il Gse conferma il calo del peso degli incentivi

Già nel 2015 7 impianti eolici usciranno dal sistema di incentivazione e il fenomeno è destinato ad ampliarsi nel prossimo triennio

Close