innovazione
I canestri geotermici
La soluzione per essere meno invasivi nel terreno e occupare poco spazio rispetto all’impianto geotermico tradizionale
Photo: Concessione Simaka
I canestri geotermici rappresentano una novità per sfruttare l’energia del suolo. Rispetto alla geotermia tradizionale hanno il vantaggio di poter essere installati in tempi brevi, a pochi metri di profondità, e occupare uno spazio minimo a fronte di un’ elevata produzione di energia.
L’impianto
I canestri geotermici vengono installati a una profondità compresa tra 1 e 5 metri. Sono costituiti da un tubo a spirale (a differenza delle sonde verticali degli impianti geotermici tradizionali) all’interno del quale circola un fluido termovettore che attinge e trasmette il calore del terreno, a una pompa di calore. Durante il periodo invernale si riscalderà l’acqua del sistema di riscaldamento, mentre in estate, tramite degli scambiatori, si sfrutterà per il raffrescamento dell’aria.
Il numero di canestri geotermici sufficienti per riscaldare una casa unifamiliare (120-160 mq) dipende dalle caratteristiche del terreno e dalla potenza di riscaldamento desiderata. In media consta di 2/3 serie, di tre canestri geotermici che devono essere collocati in un substrato umido e collegati tra loro prima della connessione alla pompa di calore.
Vantaggi
L’energia geotermica funziona anche durante le basse temperature, è una tecnologia sicura ed economicamente vantaggiosa per via dei rapidi tempi di rientro dell’investimento. A differenza delle sonde geotermiche verticali, (che hanno bisogno di profondità elevata, con grandi costi di perforazione e lungaggini burocratiche per ottenere i permessi di scavo), e delle sonde orizzontali (che richiedono superfici piuttosto ampie), i canestri geotermici superano questi limiti. Fatto fronte alle procedure autorizzative, vengono interrati in scavi quadrangolari con profondità massima di 5 metri e ricoperti di terra comune. Non hanno bisogno di manutenzione e non hanno effetti negativi sul terreno sovrastante, che può essere normalmente coltivato salvo esclusione di piante dalle radici profonde.
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L'autore
Anna Simone
Anna Simone è una Sociologa Ambientale e si occupa di tematiche ambientali dal punto di vista sociale e culturale, contestualizzando quello che succede al posto in cui è successo per comprenderlo, analizzarlo e spiegarlo. È autrice del blog Ecospiragli.
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Rita
scrive il 03 febbraio 2012 alle ore 09:13
Mi domando a quale calore calore possono attingere se collocati a una profondità di 1-5 m. Adesso, con le temperature basse, l'acqua che entra in casa e molto ghiaccio, e i tubi si trovano a circa un metro di profondità.
Giacomo
scrive il 03 febbraio 2012 alle ore 11:47
@Rita. Già a tre metri di profondità la temperatura del terreno si presenta abbastanza costante durante le stagioni (12-15° circa); il gap termico dovrà comunque essere colmato con pompe di calore o altro ed il sistema di riscaldamento dovrà necessariamente essere a bassa temperatura; in ogni caso il vantaggio per il generatore di caldo/freddo sarà di dover colmare un gap termico molto inferiore che non la temperatura dell'aria.
Anna Simone
scrive il 06 febbraio 2012 alle ore 15:04
@Rita Salve Rita i canestri geotermici da soli non sono in grado di riscaldare o raffrescare l'abitazione. Tuttavia con gli impianti geotermici, sia d'inverno che d'estate, abbiamo il vantaggio di partire da temperature interne vantaggiose, con un cospicuo risparmio in termici economici. Buona giornata Anna Simone
Anna Simone
scrive il 06 febbraio 2012 alle ore 15:06
@Giacomo Salve Giacomo, la ringrazio per il suo intervento tecnico. A presto Anna Simone
Savino Basta
scrive il 06 febbraio 2012 alle ore 19:35
Molto spesso in maniera erronea si pensa che la pompa di calore debba "colmare elettricamente" il gap che intercorre fra la temperatura del sottosuolo e quella dell'acqua calda necessaria ad alimentare gli impianti termici. La questione riguarda le temperature in senso assoluto solo in maniera marginale. La cosa più importante è la capacità termica del serbatoio che si va ad interessare con lo scambiatore. Inoltre è un errore assai diffuso quello di attribuire allo scambiatore geotermico poteri miracolisi di scambio energetico (qualche anno fa si sentiva parlare di sonde magiche capaci di scambiare fino a 300 W/m). Sembra che l'articolo sottenda questo approccio non del tutto corretto. Posto che se correttamente dimensionate e realizzate sia le sonde verticali che le sonde orizzontali sono in grado di sostenere impianti geotermici con rese elevate, è opportuno ribadire che a fornire l'energia non è la sonda ma il terreno circostante ad essa, e la sonda è solo un mezzo per trasferire tale energia all'edificio. Sarebbe inoltre interessante dare una occhiata ai monitoraggi che "si spera" chi propone questo tipo di scambiatore dovrebbe aver già realizzato su impianti pilota. Savino Basta
Anna Simone
scrive il 07 febbraio 2012 alle ore 08:08
Gentile Savino Basta, la ringrazio per il commento. L'articolo vuole fornire al lettore delle informazioni sui canestri geotermici, e illustra le differenze rispetto agli impianti con sonde verticali e orizzontali. Non mi pare si sia stato posto l'accento su particolari poteri dello scambiatore geotermico. A presto Buona giornata Anna Simone