Impianti

Arriva il biogas fatto in casa

Ridurre i rifiuti, guadagnando in energia. Questo è ciò che promette un nuovo sistema per la produzione di biogas a livello domestico

Scritto da il 29 gennaio 2016 alle 8:30 | 1 commento

Arriva il biogas fatto in casa

Continuano i progressi in termini d’autoproduzione energica. Questa volta tocca al gas che presto potrà essere prodotto in casa grazie ai rifiuti domestici che si trasformano in energia e fertilizzanti. Il sistema si chiama HomeBiogas e produce biogas dai rifiuti organici di una famiglia e permette tre ore di cottura al giorno grazie al gas prodotto dagli avanzi della cucina, ma non solo. Oltre a produrre energia rinnovabile sotto forma di biogas, il piccolo impianto, realizzato da una startup israeliana, converte la sostanza organica dei rifiuti oltre che in gas anche in fertilizzanti. In pratica è sufficiente mettere nel proprio giardino, o terrazzo, il sistema contiene al suo interno un digestore, un compressore e un filtro e grazie al suo design capta il calore della radiazione solare avviando così la reazione per la trasformazione dei rifiuti in gas e fertilizzante.

Il principio è sostanzialmente quello del biogas prodotto dalle aziende agricole, per cui nulla di nuovo sotto al profilo delle tecnologie, ma per la prima volta ha queste, piccole, dimensioni.

L’impianto può elaborare fino a sei litri di rifiuti alimentari o 15 litridi deiezioni animali al giorno ed è in grado di produrre il gas necessario a cucinare per tre ore (600 litri) e dieci di fertilizzante liquido ogni giorno. Non sono male anche i vantaggi sul fronte ambientale. In un anno, infatti, si eliminano una tonnellata di rifiuti organici e si riduce l’equivalente di sei tonnellate di anidride carbonica prodotte da una famiglia. Per cui si eliminano i costi di smaltimento e trattamento dei rifiuti e si guadagna in termini d’energia pulita e sarebbe interessante verificare la possibilità d’alimentare impianti di dimensioni più grandi per servire, condomini o comunità. Tutto l’impianto pesa35 chilogrammi, è compatto per il trasporto ed è particolarmente adatto per le comunità isolate dei paesi in via di sviluppo dove spesso le popolazioni più povere cucinano in ambienti chiusi con biomasse d’origine vegetale o animale, cosa che provoca gravi problemi polmonari specialmente alle donne.

Particolare anche il sistema di finanziamento del sistema che è avvenuto tramite una raccolta fondi sul web con la piattaforma Indiegogo e che attualmente ha raccolto oltre 211 mila dollari: un finanziamento pari al 207% delle aspettative. A dimostrazione di quanto interesse ci sia verso l’autoproduzione energetica dal basso. A oggi il sistema costa 945 dollari.


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L'autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983.


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