sistema edilizia ecosostenibile

Il mattone “verde” piace

Dalle imprese alle startup, la realizzazione del mattone, simbolo delle costruzioni, è sempre più indirizzata alla ecosostenibilità. E alla solidarietà

Scritto da il 04 gennaio 2017 alle 8:00 | 0 commenti

Il mattone “verde” piace

Il mattone ha una storia ultramillenaria. È il sinonimo stesso dell’edilizia, del costruire, ed è un’invenzione tanto antica quanto ancora oggi fonte di innovazione. Proprio quest’anno avvierà la commercializzazione la BioMason, startup del North Carolina partita con l’idea di creare mattoni senza la necessità di cuocerli e con un procedimento, che avevamo raccontato, decisamente ecosostenibile: in pratica, il mattone “nasce” dalla sabbia grazie ad elementi naturali (azoto, calcio ed acqua) che si combinano e cristallizzano attraverso la digestione operata da alcuni batteri. Un procedimento simile alla realizzazione dei coralli.

La crescita dei materiali edili ecosostenibili

I mattoni fanno parte dei materiali da costruzione sostenibili, un mercato in costante e significativa crescita: secondo una ricerca condotta da IBISWorld si tratta di un comparto destinato a crescere di oltre il 10% annuo fino al 2020 e capace di generare un valore di 36,1 miliardi di dollari. Stime ancora più ottimistiche, come quelle registrate nel Dodge Data & Analytics World Green Building Trends 2016 Smart Market Report parlano di un mercato dei materiali ecosostenibili per l’edilizia che raggiungerà entro il 2019 un valore di 234 miliardi dollari.

Tornando ai materiali utilizzati per la realizzazione dei mattoni, la più antica è la terra cruda, la cui materia e tecnica si è affinata nel corso dei secoli e oggi conta su produzioni che colpiscono l’interesse dell’architettura contemporanea. In ogni caso, in abitazioni fatte con questo materiale ci vivono nel mondo più 1,5 miliardi di persone.

In ogni caso, sono svariati i materiali che si stanno affacciando sul mercato: ad esempio, i mattoni in calce e canapa. Oppure altre fibre naturali, in combinazione con terra cruda e sabbie.

Riciclare è green

C’è poi l’idea, sempre più sviluppata, di riciclare materiali già presenti, mettendo in pratica i principi di economia circolare. Idea rivelatasi vincente, per esempio, per Oscar Mendez, architetto sudamericano che ha fondato l’impresa Conceptos Plàsticos, vincitrice lo scorso anno di un prestigioso riconoscimento imprenditoriale internazionale, alla base della quale ci sono mattoni tipo Lego creati con plastica e altri materiali facilmente riciclabili. La finalità è creare case low cost con comprovate proprietà antisismica, termoacustica e dall’ottima tenuta all’acqua. In Italia si è fatta notare di recente Rewallution, startup di Aosta che ha ideato e brevettato SpeedyBRICK, un sistema costruttivo che ricorda anch’esso i celebri mattoncini giocattolo.

Si basa anch’esso sul riciclo il progetto di ricerca condotto da un team della RMIT University guidato da Abbas Mohajerani. Esso impiega mozziconi di sigaretta nell’impasto base di argilla cotta. Una procedura che aiuterebbe a risolvere un problema ambientale considerevole dato che, segnalava lo stesso ingegnere

«Vengono prodotti ogni anno circa 6000 miliardi di sigarette, comportando 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti mozzicone di sigaretta. Questa ricerca dimostra che se solo il 2,5% della produzione di mattoni annuale del mondo incorporasse l’1% dei mozziconi, si potrebbe compensare completamente la produzione annua di sigarette in tutto il mondo».

Ricostruire Gaza con eco-mattoni

Tra i progetti di riciclo quello forse più promettente per le sue prospettive e finalità è quello creato da due giovani ingegnere, Majd Mashharawi e Rawan Abddllaht, fondatrici di GreenCake, che ha messo a punto la realizzazione di blocchi di costruzione eco-compatibili,  in pratica mattoni crudi la cui materia prima è tratta dalle stesse macerie della città,  con un procedimento che assicura prodotti “di alta qualità e a basso costo”. La loro finalità è sviluppare mattoni GreenCake per “creare una mini linea di produzione per aiutare a ricostruire le case di Gaza che sono state distrutte in tre guerre!”, raccontano le stesse giovani imprenditrici in un sito web specifico dove hanno avviato una campagna di crowdfounding per sostenere la loro attività mediante la produzione dei loro mattoni sostenibili ambientalmente e anche economicamente: infatti, come dichiarato sempre da loro, costano la metà di un prodotto tradizionale.


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L'autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.


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