costruzioni e ristrutturazioni

Edilizia, la crescita passa da recupero e innovazione

Dal rapporto OISE si evidenzia l’importanza strategica del recupero edilizio e dell’innovazione per guardare al futuro

Scritto da il 08 febbraio 2016 alle 8:00 | 0 commenti

Edilizia, la crescita passa da recupero e innovazione

«Siamo a un passaggio di fase importante per il settore delle costruzioni, dopo una crisi devastante durata 8 anni che ha lasciato senza lavoro centinaia di migliaia di persone. Importante perché sono tanti e significativi i segnali positivi che si possono scorgere e la sfida sta ora nell’accompagnare il settore verso un nuovo ciclo industriale incentrato sulla rigenerazione urbana. E di nuova fase dobbiamo parlare perché davvero si può ridefinire il profilo del settore per tornare a creare lavoro nella rigenerazione del patrimonio edilizio e in una prospettiva di adattamento al clima e messa in sicurezza del territorio». La quarta edizione del rapporto OISE (Osservatorio congiunto su innovazione e sostenibilità nel settore edilizio), realizzato dai sindacati di categoria e da Legambiente, sottolinea un momento particolare per il settore edile di cui avevamo già detto: ovvero i primi dati positivi dopo anni di profonda crisi.
E questi dati arrivano principalmente dai lavori inerenti il risanamento in edilizia: cifre alla mano, dal 1998 ad oggi sono stati infatti realizzati più di 9 milioni di interventi di recupero edilizio grazie alle detrazioni fiscali e dal 2007 circa 2,5 milioni di efficientamento energetico, illustra il rapporto.
Le misure incentivanti hanno certamente avuto il loro peso nel dare slancio a questi interventi.
Anche se, si sottolineano alcuni problemi: le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie sono accessibili a prescindere dagli obiettivi energetici conseguiti, mentre quelli per l’efficienza energetica «hanno premiato soprattutto alcune soluzioni, come la sostituzione di infissi, le caldaie e gli impianti solari termici». L’analisi non manca, a questo proposito, di evidenziare i problemi di scarsa efficacia registrati da sistemi quali i titoli di efficienza energetica (“praticamente inapplicati nel settore edilizio”) al conto energia termico, il cui ostacolo più significativo è stato, per le amministrazioni pubbliche, il patto di stabilità.
A tali constatazioni, nel rapporto non mancano le soluzioni invocate per cambiare il futuro delle costruzioni, facendo sì che possa tornare a crescere e a dare lavoro: innanzitutto vanno superate le barriere alla riqualificazione del patrimonio edilizio, vale a dire «tutte quelle misure che passano dal rendere strutturali le detrazioni fiscali legandole a miglioramenti della classe energetica degli edifici». A questo riguardo vanno istituiti controlli e sanzioni per garantire i cittadini sulle prestazioni energetiche e la sicurezza degli edifici e «va reso subito operativo il fondo per l’efficienza energetica introdotto con il Decreto Legislativo 102/2014 e stabilire i criteri per l’accesso da parte di privati e enti pubblici». Altro punto imprescindibile, in tal senso è quello di escludere dal patto di stabilità gli interventi sul patrimonio pubblico «che permettono di realizzare interventi certificati e verificati di riduzione dei consumi energetici degli edifici».
Secondo punto fermo è spingere la riqualificazione dei condomini e per riuscire in questo vanno semplificati gli interventi e introdotti specifici incentivi, considerando inoltre la possibilità di premiare le azioni di riduzione dei consumi energetici che riguardano sì interi edifici ma per offrire opportunità di risparmio a tutti gli appartamenti. Occorre anche rendere possibile, quando si realizzano retrofit di edifici, anche interventi che migliorino complessivamente la vivibilità degli spazi privati e comuni. Terzo e ultimo punto riguarda la possibilità di dar vita a un progetto industriale per il settore delle costruzioni: «Abbiamo bisogno di idee e progetti ambiziosi per rilanciare le costruzioni in Italia. La sfida è infatti di tornare a creare lavoro nel settore attraverso migliaia di cantieri di messa in sicurezza del territorio e riqualificazione del patrimonio edilizio in tutta Italia, con obiettivi energetici e di sicurezza statica e sismica». Gli esempi di una buona edilizia non mancano e anzi sono illustrati con dovizia di particolari nel rapporto OISE, a testimonianza che è già possibile oggi praticare interventi che possano arrecare benefici a breve e a lungo termine non solo in termini di risparmio energetico e di sicurezza, pure fondamentali, ma di creare un volano economico e occupazionale davvero consistente e duraturo.

Scarica il Rapporto_OISE_2015 (PDF)


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L'autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.


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