Un mondo più pulito? La speranza viene dai “fotocatalitici”

Caratteristiche, virtù e potenzialità dei materiali che grazie alla luce possono contribuire a ripulire l’aria. Ecco come procede la ricerca

Scritto da il 06 ottobre 2011 alle 8:56 | 1 commento

Un mondo più pulito? La speranza viene dai “fotocatalitici”

Photo: Metro


L’inquinamento atmosferico è un problema sempre più vivo, specialmente nelle città. Per una sua riduzione sensibile potrebbe entrare in gioco l’adozione più diffusa dei cosiddetti ritrovati mangia smog.

Le caratteristiche delle soluzioni mangia smog

Stiamo parlando dei materiali foto catalitici, le cui caratteristiche e virtù sono illustrate da Dario Narducci, professore associato presso l’Università Milano-Bicocca al Dipartimento Scienze dei materiali. “Gli ossidi di titanio o di zinco, per esempio, sono noti da tempo per le loro capacità di foto catalizzatori, ovvero in presenza di luce favoriscono la decomposizione spontanea di ossidi gassosi come l’ossido di azoto, solfati, nitrati e, soprattutto l’ossido di zolfo, quest’ultimo particolarmente irritante per le vie respiratorie. La loro efficienza a livello basilare non è eccezionale: ma ridotti in materiali nano strutturati quali polveri nanometriche da un lato aumenta la superficie su cui lavorano e dall’altro si attivano maggiormente. Il risultato è che questi materiali diventano dei foto catalizzatori sufficientemente efficaci per essere utilizzati anche in presenza di luce scarsa o addirittura artificiale come in galleria”.

Uno scarso impatto mediatico

Il pensiero va all’esordio “mediaticamente rilevante” svolto nel 2004 a Milano nel tunnel in via Porpora in cui gli ossidi di azoto sono diminuiti del 23%. Tuttavia dopo questo esordio promettente e ben pubblicizzato sui materiali “mangia smog” è calato un certo silenzio. Perché non hanno avuto un’espansione così significativa dato il loro sensibile ruolo nell’abbattimento delle sostanze inquinanti? “Innanzitutto va considerato il fattore costo più elevato di questi materiali che probabilmente ha frenato un loro sviluppo significativo. Altre ipotesi, però non supportate da evidenze concrete e su cui il condizionale è d’obbligo, è che chi si occupa dell’asfaltatura ritiene che questi bitumi abbiano una resistenza maggiore alla posa. E questo è un fattore antieconomico per chi viene pagato per il lavoro effettivamente svolto”.

I progressi della ricerca

La ricerca comunque non si ferma e anche l’interesse verso questi materiali: “sono allo studio diversi altri ossidi con proprietà fotocatalitiche, la loro combinazione e l’utilizzo per l’abbattimento di altri tipi di sostanze inquinanti; occorre anche considerare il ruolo che simili sostanze hanno nel processo di stoccaggio della Co2” spiega Narducci. Ma ci sono altre applicazioni di cui sempre l’ambiente può beneficiare: “ci sono interessanti sviluppi a livello energetico: penso a quanto si sta facendo nel dipartimento in cui lavoro mirato all’energia solare e al fotovoltaico di terza generazione. Vanno poi considerati anche gli utilizzi per le pile a combustibile e per la foto conversione di energia solare in energia chimica: un’applicazione in tal senso riguarda la produzione di idrogeno per scissione fotocatalitica dell’acqua”. Che sia quindi la fotocatalisi la via per una economia all’idrogeno e una vita più ecosostenibile? Ai posteri – e alla scienza – l’ardua sentenza…


Commenti

È stato inserito 1 commento.

  • Lorenzo RIMONDI
    scrive il 06 ottobre 2011 alle ore 22:00

    Buonasera, sono il responsabile commerciale Itala della Agrob Buchtal Keramik Gmbh e volevo complimentarmi con lei per come ha trattato l'argomento dei materiali fotocatalitici per l'ediliza. La nostra azienda è stata la prima in Europa e la seconda al mondo dopo la Giapponese Toto a sviluppare una gamma di materiali ceramici con la superficie fotocatalica che sono impiegati con successo in Italia e nel mondo da oltre 10 anni. I principali vantaggi di questa tecnologia sono i seguenti: 1) Abbattimento dell'inquinamento ambientale grazie alla fotocatalisi che si attiva tra luce, umidità e biossido di titanio. 2) Azzeramento della carica batterica senza l'uso dei disinfettanti, tali prodotti sono molto richiesti nell'edilizia ospedaliera e nelle piscine di qualsiasi tipo. 3) Facciate ventilate e rivestimenti esterni delle gallerie autostradali, dove offrono riduzione dello smog e dei costi di manutenzione e pulizia della facciata. Se le interessa approfondire il tema visiti www.agrob-buchtal.it sezione Hydrotect

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L'autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, 41 anni, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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