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Regioni zero emission, ecco lo studio dell’Enea

Da uno studio sulla Liguria è emerso come tutte le regioni possano usufruire di nuovi posti di lavoro grazie all'economia circolare

Scritto da il 29 gennaio 2016 alle 10:00 | 0 commenti

Regioni zero emission, ecco lo studio dell’Enea

Riduzione di circa 6 milioni di tonnellate annue delle emissioni di CO2, dimezzare dunque le emissioni pro-capite, portandole a circa 3,6 tonnellate di anidride carbonica equivalente (tCO2eq), rispetto alla media nazionale attuale che è di circa 7,1 tCO2eq, sarebbero questi i risultati di uno studio sulla Liguria presentato a Roma realizzato da ENEA per WWF Italia che valuta soluzioni eco-innovative basate su rinnovabili, efficienza energetica e nuove tecnologie per accumulo di energia e trasporti, che potrebbero creare oltre 4.500 posti di lavoro. Alla base vi è una transizione verso un modello green e low carbon dell’economia, tale sviluppo richiederebbe investimenti medi annui pari a 391 milioni di euro. Lo studio dal titolo “Liguria, proposte per un modello di sviluppo nearly zero emissions”, è stato commissionato dal WWF all’ENEA per seguire le linee indicate dal recente accordo di Parigi (COP21) e dagli impegni europei – ma anche con l’obiettivo di promuovere l’efficienza energetica, favorire lo sviluppo e l’innovazione del sistema produttivo e incrementare i livelli occupazionali, seguendo i principi di un’economia circolare.

“Non si tratta di un piano energetico regionale, ma dell’analisi di alcune opzioni che possano essere sviluppate e attuate nell’arco di qualche decennio – ha dichiarato Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali dell’ENEA – L’obiettivo è individuare un modello di sviluppo green e low carbon che possa essere replicabile anche in altre realtà regionali e territoriali.” Secondo Donatella Bianchi presidente del WWF: “Questo studio dimostra come esistano già delle soluzioni concrete che consentirebbero a qualsiasi territorio di fare rotta verso un’economia a basse emissioni, capace cioè di contrastare la minaccia dei cambiamenti climatici e, allo stesso tempo, creare nuova occupazione, più durevole e sostenibile.”

Su 30 opzioni tecnologiche analizzate, 15 sono state valutate dal punto di vista energetico, ambientale, economico ed occupazionale, suddividendo lo studio in cinque settori strategici: fonti rinnovabili elettriche, rinnovabili termiche, accumulo elettrochimico in batterie, risparmio energetico nell’edilizia, sistema dei trasporti sostenibile. Nel campo delle fonti rinnovabili elettriche e termiche, lo studio prevede che si possano creare 2.076 nuovi posti di lavoro, con investimenti medi annui pari a 166 milioni di euro che consentirebbero di soddisfare il 40% della domanda elettrica regionale con le rinnovabili. Sul fronte della riqualificazione del parco edilizio, con un investimento medio annuo di circa 209 milioni di euro si creerebbero 2.186 nuovi posti di lavoro e gli interventi realizzati su oltre 10 mila appartamenti permetterebbero di ridurre i consumi del 60% rispetto agli attuali livelli

Clicca qui per vedere le proposte dello studio. 

 


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L'autore

Eleonora L. Moscara

Eleonora L. Moscara, freelance leccese. Inizia a lavorare come giornalista nel 2008 nella redazione tg di un'emittente televisiva leccese. Fino ad oggi ha collaborato con diverse testate: dalla carta stampata al web e uffici stampa di vario genere. Ultimamente si è occupata prevalentemente di agroalimentare e ambiente. Scrive sul Nuovo Quotidiano di Puglia. Per Tekneco collabora con la redazione web.


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