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Ecologia

Post-Gum: addio inquinamento da chewingum

Con l’arte si attacca il malcostume di gettare le gomme americane per terra, salvaguardando l’ambiente e riducendo i costi economici della rimozione

Scritto da il 15 giugno 2012 alle 8:10 | 0 commenti

Post-Gum: addio inquinamento da chewingum

E’ nato post-gum, un poster da affiggere negli appositi supporti composto da 250 adesivi da staccare e utilizzare per avvolgere le gomme da masticare evitando di imbrattare marciapiedi e quant’altro. Quando manca il senso civico si fa ricorso all’inventiva per difendere l’ambiente.

Per togliere dall’asfalto una singola gomma masticata servono due minuti per un costo di un euro a operazione. In tempi di profondo rosso sono pochi i comuni che hanno fondi da stanziare per fronteggiare tale fenomeno, piuttosto diffuso. In Inghilterra si spendono oltre 240 milioni di euro all’anno tra disinfettanti e sostanze chimiche in grado di eliminare le gomme, mentre in Germania la rimozione annuale grava per una cifra pari a  900 milioni di euro. E in Italia dove si consumano circa 23mila tonnellate di gomme da masticare? Molte amministrazioni comunali lasciano correre, è evidente guardando a terra.

Non è solo questione di spazi pubblici sporchi oppure della seccatura di ritrovarsi con il tacco della scarpa incollato all’asfalto ma c’è di mezzo una questione ambientale. Quando la gomma, ad esempio, viene gettata su una pavimentazione di marmo per rimuoverla servono solventi chimici, a loro volta impattanti, oppure temperature molto basse che gelandole le fanno staccare. Cinque anni è, inoltre, il tempo di smaltimento effettivo per i chewingum abbandonati sui marciapiedi.

Se finora il fenomeno non è stato arginato, un contributo significato potrebbe darlo il progetto Post-gum ideato da Laura Martini, artista e designer milanese. Un manifesto che contiene 250 post-it che ricordano di staccare il quadrato di carta, avvolgere la gomma e gettare il tutto nel cestino.

Affiggendoli nei luoghi più critici come ad esempio le fermate dei mezzi di trasporto pubblico, vicino le scuole, nei parchi, all’ingresso del cinema potrebbe essere una efficace forma di comunicazione che non solo ricorda le regole della buona educazione, ma fornisce la soluzione per essere più civili e riduce in modo significativo l’impatto che le gomme da masticare hanno sull’ambiente. Resta da vedere se le amministrazioni pubbliche preferiscono investire in questa forma di comunicazione oppure continuare a spender soldi per la rimozione, o in ultimo lasciarle sui marciapiedi.


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L'autore

Anna Simone

Anna Simone è una Sociologa Ambientale e si occupa di tematiche ambientali dal punto di vista sociale e culturale, contestualizzando quello che succede al posto in cui è successo per comprenderlo, analizzarlo e spiegarlo. È autrice del blog Ecospiragli.


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