Edilizia e Ambiente

Edilizia e difesa del suolo, le ultime novità 2015

Il Collegato ambientale e le varie misure in materia di edilizia e di prevenzione del dissesto idrogeologico, per cui sono pronti 100 milioni di euro

Scritto da il 31 dicembre 2015 alle 9:01 | 0 commenti

Edilizia e difesa del suolo, le ultime novità 2015

Photo: Pixabay.com


In attesa di nuovi aggiornamenti sul disegno di legge sul consumo di suolo, in materia di difesa del suolo arrivano importanti novità dal Collegato ambientale alla Legge di Stabilità, da pochi giorni approvato alla Camera.
In esso trovano spazio fondi per demolire immobili abusivi, modifiche alla normativa in materia edilizia a fini di tutela dell’assetto idrogeologico, promozione di interventi per la bonifica dall’amianto. Ma andiamo con ordine.

Fondi per abbattere immobili abusivi

Assommano a 10 milioni di euro le risorse finanziarie per il 2016 per agevolare “la rimozione o la demolizione, da parte dei comuni, di opere ed immobili abusivi, realizzati nelle aree classificate a rischio idrogeologico elevato o molto elevato ovvero esposti a rischio idrogeologico”, si segnala nelle Disposizioni in materia ambientale all’articolo 52. Tali fondi rientrano nel meccanismo previsto per facilitare l’eliminazione degli scempi quantomeno in aree particolarmente delicate dal punto di vista del dissesto idrogeologico.

Più tutela dell’assetto idrogeologico

È quanto emerge nelle misure contenute nell’articolo 54 che modifica in più punti il testo unico in materia edilizia (D.P.R. 380/2001) proprio per richiamare l’attenzione sugli “interessi e i vincoli collegati alla tutela dell’assetto idrogeologico” prevedendo, inoltre, “che agli atti e procedimenti riguardanti la tutela dal rischio idrogeologico non si applichi la disciplina generale sul silenzio assenso”.
In particolare, la lettera a), nel disciplinare l’ambito di applicazione del testo unico in materia edilizia (D.P.R. 380/2001) attraverso un’integrazione del comma 2 dell’articolo 1 di tale testo, precisa che resta ferma la normativa di tutela dell’assetto idrogeologico.

Sportello e Testo Unico per l’edilizia: le principali novità

Importanti novità anche in tema di sportello unico per l’edilizia: nell’articolo 54, la lettera b) modifica la disciplina riguardante lo sportello unico per l’edilizia intervenendo sull’acquisizione degli atti di assenso e sul rilascio dei provvedimenti. In particolare si precisa che lo sportello acquisisce presso le amministrazioni competenti, anche mediante conferenza di servizi, anche gli atti di assenso, comunque denominati, delle amministrazioni preposte alla tutela dell’assetto idrogeologico. Inoltre lo sportello provvederà anche “al rilascio delle determinazioni provvedimentali a carattere idrogeologico”.
Si diceva all’inizio delle modifiche al Testo unico per l’edilizia: “La lettera d), che integra la lettera e) del comma 3 dell’articolo 17 del testo unico in materia edilizia, richiama le norme della tutela dell’assetto idrogeologico tra quelle che devono essere rispettate nella realizzazione di nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, per i quali il contributo di costruzione non è dovuto”. Non solo: l’apposita misura che disciplina il procedimento per il rilascio del permesso di costruire per immobili su cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, amplia il suo ambito di applicazione ai vincoli relativi all’assetto idrogeologico.

Un Piano e un Fondo contro il dissesto idrogeologico

Un piano nazionale e un fondo specifico in tema di lotta al dissesto idrogeologico. È quanto è contenuto nell’articolo 55 che prevede, “per consentire la celere predisposizione del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, favorendo le necessarie attività progettuali, l’istituzione, presso il Ministero dell’ambiente, del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico e demanda ad un apposito D.P.C.M. (da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge) la definizione delle modalità di funzionamento del Fondo medesimo”.

Bonifica dall’amianto

Nel Collegato ambientale trova posto (nell’articolo 56) l’istituzione di un credito d’imposta per gli anni 2017-2019 (nel limite di spesa di 5,7 milioni di euro per ciascuno degli anni considerati), per le imprese che effettueranno nel 2016 interventi di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive per un importo non inferiore a 20.000 euro.
Anche per gli edifici pubblici contaminati da amianto sono previste misure per realizzare interventi di bonifica. Per questo viene istituito (dal Ministero dell’ambiente) uno specifico Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto, con una dotazione finanziaria di 17,5 milioni di euro per il triennio 2016-2018.

I pareri sul Collegato ambientale

Gli effetti del Collegato ambientale votato al Parlamento sono stati accolti con particolare favore dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura contro il dissesto idrogeologico, come ha affermato il suo responsabile, Mauro Grassi: «Sono novità importanti che supportano concretamente la nostra azione sia nel settore della prevenzione dal dissesto idrogeologico, sia per l’ammodernamento della rete idrica nazionale». La stessa Struttura di missione segnala che con l’approvazione del Collegato ambientale è stato istituito un Fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, che avrà l’obiettivo di finanziare l’avanzamento della progettazione delle opere per il contrasto al dissesto. Il Fondo – dotato di 100 milioni di euro assegnati dal CIPE con la delibera n. 32/2015 – funzionerà con un meccanismo di rotazione che consentirà di rifondere quanto anticipato al momento del finanziamento dell’opera. «La Struttura di Missione #Italiasicura sta già lavorando con il Ministero dell’Ambiente alla predisposizione del regolamento per garantire in breve tempo l’operatività del Fondo, che si pone l’obiettivo di recuperare il ritardo nella progettazione delle opere contro frane e alluvioni che rappresenta uno degli ostacoli all’apertura dei cantieri».
Positivo anche il giudizio dell’Anbi (Associazione nazionale dei Consorzi di gestione e di tutela del territorio) sul Collegato ambientale: per l’ente si tratta di «un’agenda green, equa, moderna: una scelta, che contiene grandi potenzialità di sviluppo economico, indicando regole, norme e risorse». Esprime, inoltre particolare soddisfazione per il Fondo di Rotazione destinato alla redazione di progetti per la riduzione del rischio idrogeologico, attivato allorché la Struttura di Missione #italiasicura ha redatto le linee guida per una progettazione ambientalmente compatibile. «Ne è coerente conseguenza e per noi elemento di soddisfazione lo stanziamento di risorse finalizzate all’eliminazione di scempi urbanistici, costruiti in aree ad alto rischio idrogeologico, perché la lotta al dissesto non può prescindere da un concreto contrasto agli abusi».


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L'autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.


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