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Compost: 8 cose da sapere produrre concime di qualità per il tuo orto

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Compost: 8 cose da sapere per produrre un concime di qualità per il tuo orto

Compost, cos’è costui? L'intervista a Massimo Centemero, direttore del C.I.C.

Scritto da il 19 novembre 2015 alle 8:30 | 2 Commenti

Compost: 8 cose da sapere per produrre un concime di qualità per il tuo orto

Compost, cos’è costui? Chi coltiva con il proprio orto e gli appassionati di giardinaggio spesso si regalano una compostiera domestica e avranno quindi dimestichezza con questo prodotto. Tuttavia anche chi non ha il pollice verde ha ormai familiarità con questo nome, anche grazie alla raccolta della frazione umida dei rifiuti che abbisogna dell’uso di sacchetti compostabili secondo i paramenti della UNI EN 13432. Ma quanto ne sappiamo? Ad Ecomondo molte erano le persone che si sono avvicinate allo stand del Consorzio Italiano Compostatori per avere maggiori delucidazioni. Abbiamo approfittato dell’occasione anche noi per approfondire l’argomento con Massimo Centemero, direttore del C.I.C.

1) Ci potrebbe dare una definizione?

Il compost è un ottimo fertilizzante naturale, ottenuto dagli scarti organici, che reintegra i principali elementi nutritivi del terreno, ne aumenta la porosità rendendolo facilmente lavorabile e riavvia i cicli biologici favorendo la presenza di batteri e lombrichi.

2) La normativa italiana sugli shopper monouso parla di compostabilità: di cosa si tratta?

E’ la capacità di un manufatto biodegradabile di decomporsi in un impianto di compostaggio industriale. La norma che misura il grado di compostabilità è la UNI EN 13432.

3) Che differenza c’è con la frazione umida?

La frazione umida è il rifiuto urbano raccolto con la raccolta differenziata, il compost è un prodotto derivante dal trattamento della frazione umida.

4) Quali sono le principali differenze tra compost domestico e compost da impianto?

Sono fatti su scala diversa, una domestica, soprattutto per le utenze che hanno i giardini, e l’altra industriale. Nel caso domestico il compost è autoprodotto e quindi anche autoconsumato, mentre quello ottenuto a livello industriale è diretto al mercato dei fertilizzanti.

5) Tra le categorizzazioni possibili vi è quella tra pronto, fresco e maturo. Quale è la differenza?

Le categorizzazioni afferiscono al compostaggio domestico. In base alla cui durata, può essere definito come fresco, pronto e maturo.

Viene definito fresco, dopo 2-3 mesi, quando il prodotto è giovane e ricco di elementi nutritivi che rilascia velocemente nel terreno. Dopo 5-7 mesi si ottiene un compost pronto che ha un effetto fertilizzante meno marcato. Infine, superati i 12 mesi è maturo, ha un effetto fertilizzante ridotto ma è ottimo per migliorare le proprietà fisiche del terreno.

6) Compost di qualità. Che cosa è? Come si può produrre?

È prodotto da solo rifiuto organico, ossia la somma dello scarto alimentare (umido) e lo scarto vegetale dei giardini (verde).

7) Il compost prodotto dagli impianti di compostaggio quando può dirsi di qualità? Chi controlla? Esiste una etichetta?

Il materiale in uscita dal processo di compostaggio è un fertilizzante che deve rispettare i parametri del decreto legislativo n. 75/2010. Il CIC ha realizzato un proprio marchio di qualità. Il consorzio, attraverso verifiche continue sul prodotto eseguite da soggetti terzi, attesta la qualità del compost prodotto negli impianti delle aziende associate.

8) Può essere usato nelle colture biologiche?

Il compost prodotto negli impianti di compostaggio può essere usato in tali colture purché rispetti l’apposito allegato 13 del decreto legislativo n. 75/2010 che disciplina i requisiti dei fertilizzanti consentiti per l’agricoltura biologica.


Commenti

Ci sono 2 commenti.

  • Chiara - dettoChiaramente.it
    scrive il 19 novembre 2015 alle ore 17:54

    Grazie per questa intervista! Interessante sapere le 3 definizioni, a seconda dei mesi di maturazione del compost. Aggiungo solo una cosa: molti non sanno che il compost si può fare non solo in giardino o in balcone, ma ANCHE IN CASA, senza nessun odore. Basta 1 mese per imparare. (vedi: http://www.dettochiaramente.it/corsi )

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L'autore

Letizia Palmisano

Giornalista dal 2009, esperta di tematiche ambientali e “green” e social media manager. Collabora con alcune delle principali testate eco e scrive sul suo blog letiziapalmisano.it. È consulente sulla comunicazione 2.0 di aziende ed eventi green e docente di social media marketing. In 3 aggettivi: ecologista, netizen e locavora (quando si può).


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