emergenza clima

Riscaldamento globale record, ecco i dati diffusi dalla Nasa

La temperatura sulla superficie terrestre più alta di 1,33 gradi rispetto alla media, quella della superficie marina +0,74

Scritto da il 22 gennaio 2016 alle 9:00 | 0 commenti

Riscaldamento globale record, ecco i dati diffusi dalla Nasa

La Nasa ha reso noto in questi giorni, ciò che probabilmente sapevamo già, e cioè che il 2015 è stato un anno record: il più caldo dal 1880, ma anche il primo in cui l’aumento globale delle temperature ha raggiunto un grado in più rispetto alla media del 1880-1899, cioè rispetto ai livelli preindustriali. Il 2015 ha superato il record del 2014 di 0,16 gradi. La temperatura sulla superficie terrestre è stata più alta di 1,33 gradi rispetto alla media; quella della superficie marina ha registrato +0,74 gradi sopra la media. Il termometro è stato da record anche a dicembre, che con 1,11 gradi sopra la media si è confermato il dicembre più caldo di sempre. Nel corso del 2015 sono stati 10 i mesi che hanno segnato un primato delle temperature, con le sole eccezioni di gennaio e aprile.

Ecco il video diffuso dalla Nasa.

In occasione della conferenza sul clima di Parigi, la comunità internazionale si è impegnata a mantenere l’aumento del termometro almeno entro i due gradi centigradi, e preferibilmente entro un grado e mezzo, entro la fine del secolo. Il fenomeno climatico confermato dalla Nasa e dall’Agenzia federale Usa per la meteorologia (Noaa) è l’effetto cumulativo di un trend negativo persistito per un lungo periodo, ad aggravare il tutto ci si è messo anche El Niño che ha riscaldato l’Oceano Pacifico, ma anche l’Artico non scherza: a novembre nella regione artica e in alcune aree della Russia le temperature sono arrivate fino a 10,4° C sopra il normale. Sempre in base ai dati, l’estensione della copertura nevosa nell’emisfero Nord durante il 2015 è stata di 24,6 milioni di km quadrati. Si tratta dell’undicesima estensione più bassa dall’inizio delle misurazioni, nel 1968, e la più bassa dal 2008. L’estensione annuale media del ghiaccio marino artico si è attestata a 11 milioni km quadrati, la sesta più piccola negli ultimi 37 anni. Al contrario, l’estensione del ghiaccio marino in Antartide è stata la terza più grande mai registrata dopo quelle del 2013 e del 2014, a 12,7 milioni di km quadrati.

Secondo un rapporto di Climate Central: «Il driver principale è stato l’accumulo di gas serra nell’atmosfera terrestre», la quasi totalità del riscaldamento in atto – circa il 95% – è dovuto alle attività antropiche, El Niño ed altri fattori naturali aggiungono solo il restante 5%.” L’amministratore della Nasa Charles Bolden ha sottolineato: “L’annuncio di oggi è un dato chiave che dovrebbe far alzare in piedi i decisori politici e farli prendere atto che ora è il momento di agire”. Con il nuovo record di novembre, la probabilità che il 2015 sia l’anno più caldo mai registrato sono ora superiori al 99,999 per cento. In termini statistici significa che questo record ha la stessa probabilità di verificarsi di quella del sorgere del sole domattina, scherzano alla NASA.

Nel corso del 2015 il caldo record ha interessato diverse aree del globo: l’America Centrale e la parte settentrionale del Sud America, varie parti dell’Europa settentrionale, meridionale e orientale fino all’Asia occidentale, e ancora la Siberia centrorientale, alcune regioni del Sud Africa, ampie aree del Pacifico nordorientale ed equatoriale e del Nordatlantico occidentale, la maggior parte dell’Oceano Indiano e zone dell’Oceano Artico. Anche in Italia il 2015 è stato l’anno più caldo dell’ultimo decennio con temperature massime superiori di 1,3 gradi celsius sulla media. Lo afferma la Coldiretti sulla base di elaborazioni di dati Ucea (Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all’agricoltura). “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, ha affermato il presidente, Roberto Moncalvo, che ha aggiunto “si tratta però di una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali e con stili di vita più attenti all’ambiente nei consumi”. Per il WWF parla la responsabile Clima ed Energia Mariagrazia Midulla che sottolinea: “È urgente cambiare passo verso un’economia a basso tenore di carbonio basata sul risparmio, sull’efficienza e sulle fonti rinnovabili di energia, lasciando sotto terra la maggior parte dei combustibili fossili che non abbiamo ancora bruciato. Allo stesso tempo – conclude – dobbiamo prepararci ad affrontare gli effetti ormai inevitabili del cambiamento climatico. In Italia, come in tutti i paesi, è urgente e imprescindibile una strategia climatica, richiesta anche dall’accordo di Parigi”.


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L'autore

Eleonora L. Moscara

Eleonora L. Moscara, freelance leccese. Inizia a lavorare come giornalista nel 2008 nella redazione tg di un'emittente televisiva leccese. Fino ad oggi ha collaborato con diverse testate: dalla carta stampata al web e uffici stampa di vario genere. Ultimamente si è occupata prevalentemente di agroalimentare e ambiente. Scrive sul Nuovo Quotidiano di Puglia. Per Tekneco collabora con la redazione web.


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